Si è aperta, per casi di bisogno, anche nella provincia di Ancona, Casa Joseph, la seconda realtà di accoglienza della PASCI, composta da tre appartamenti più ufficio, destinata a famiglie.

Ma perché JOSEPH?

Perché Giuseppe SOGNA!

Perché Dio tradisce i progetti del minaccioso ed omicida, Erode, con l’umile via del sogno non per risparmiare ai suoi il deserto o l’esilio, ma perché non si arrendano in mezzo al deserto, non si rassegnino all’esilio, siano “casa della vita”.

Dio manda l’angelo perché il “Giusto Giuseppe” sappia accompagnare, prendere con sé e stringere forte a sé il Bambino e sua Madre.

È attraverso il padre, la madre e il figlio, nodo della vita – collocati nel cuore della storia del mondo,

dentro una famiglia, oltre una porta di casa, nell’umile coraggio di un uomo innamorato e silenzioso, che non si appartiene più – che le sorti del mondo si decidono.

Giuseppe è il modello di:

  • ogni credente, dove la fede è risorsa di forza per gli affetti, e gli affetti benedizione per la fede;
  • ogni famiglia, dove si stringe forte a sé la vita dell’altro, perché agli atri si appartiene; dove “dimora con abbondanza” la parola di Cristo (Col 3,16) e dove il bambino, vangelo della vita, è una riserva di sogni e un nido di angeli.

Per tre volte gli angeli parlano: non c’è luce per capire tutto subito, c’è solo tanta luce, quanto basta al primo passo. E i sogni sono piccoli sogni, piccole rivelazioni, nella notte: tutto un futuro rimane nascosto. Ma il sogno e la voce si rinnovano e rinfrancano a ogni passo, fiore di nuova luce nel deserto.

Tutto questo mi fa dire: ben venga “Casa Joseph”! Ben vengano tanti, tanti volontari più che mai consapevoli che nel mondo ci sono degli Erode, che siedono su un trono di morti e che la vita è avventura di pericoli, di strade e di esilio. Ma ancor più consapevoli e certi che dietro a questo c’è un filo rosso, il cui capo è saldo nella mano di Dio.

Sappiano che tutto, l’io, il denaro e il potere tendono a separarci, ma Dio viene come forza per stringerci: mio Figlio tornerà dall’Egitto. mio Figlio vivrà; tutti i nostri figli vivranno.

Quindi tutti vogliamo essere con S. Giuseppe, l’uomo, umile, coraggioso e controcorrente, che “ascolta e fa”! Con e come lui vogliamo:

  • capire dove si cela l’istinto di morte nella storia e allontanarcene;
  • agire in silenzio per la missione suprema: custodire delle vite con la propria vita;
  • essere, allo stesso tempo, più concreti e sognatori inermi eppure più forti di ogni Faraone,

perché vogliamo vivere con Dio, esistere per gli altri ed essere così Vangelo della vita.

Ringrazio Ermes Ronchi, da cui ho tratto e ripreso i pensieri di questo scritto.

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