STATUT

Introduzione

“In principio era il Verbo”: non assioma teorico, ma incarnazione del pensiero e della Parola di Dio. Così in Cristo tutto diviene relazione, comunione che suppone e presuppone fiducia. La mia vita arricchita dall’esperienza pastorale, ha amato stupirsi di fronte all’uomo e ai contesti. Frutto di un’educazione che mi accompagnava alla fiducia, capace di rendermi attento all’alterità di ogni persona e dell’Altro. Mi si dava fiducia, perciò dovevo avere memoria viva del donatore. Fino a comprendere la fiducia del Donatore. Educato a stare con l’uomo, ho imparato a stare con Dio e, dalla comunione con lui, ho amato l’evangelizzazione, che è sempre nuova. La Chiesa, madre e maestra, mi ha teneramente e fortemente educato a esprimere tutto ciò con la sua sapiente capacità di potare, esortare, accrescere. Ecco il PASCI: uomini e donne (e perché no, famiglie) che servano la causa della persona e la pongano al centro del loro interesse per ascoltare, accogliere e accompagnare. Segni di quel nuovo umanesimo forgiato da Cristo.

 

Art. 1 DENOMINAZIONE E SEDE

E’ costituita con sede a 61032 Fano (PU), Via Rainerio, 5, l’Associazione denominata Preghiera-Accoglienza-Servizio-Cultura-Identità, LAVORI/OPERE IN TERRA SANTA E NEL MONDO per la NUOVA EVANGELIZZAZIONE, più brevemente denominata con l’acronimo P.A.S.C.I.

 

Art. 2 STATUTO E REGOLAMENTO

L’associazione “P.A.S.C.I.”, in base ad un regolamento interno, da emanarsi a cura del Consiglio Direttivo, definisce e disciplina, in armonia col presente statuto, il cammino di formazione dei membri dell’Associazione stessa, in riferimento alla nuova evangelizzazione e agli aspetti relativi all’organizzazione ed all’attività dell’ente.

 

Art. 3 FINALITA’ DELL’ASSOCIAZIONE

L’Associazione non ha fini di lucro. Non è politica né partitica.

Scopo primario dell’Associazione è quello di incarnare la Parola di Dio nella concretezza della vita bisognosa di aiuto, con particolare attenzione ai fratelli nella fede, in special modo ai cristiani presenti nei territori della Terra Santa e dell’Oriente Cristiano (cfr. Galati 6,10) e in altri luoghi, in cui l’Associazione sarà chiamata ad operare.

Essa intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale, di assistenza sociale, socio-sanitaria e di formazione. Scopo dell’Associazione è di soccorrere, con i mezzi ritenuti più idonei, le realtà istituzionali e le popolazioni che, in Terra Santa e nazioni o zone ad essa riferentisi, sono vittime di violenza, della fame e del sottosviluppo o comunque bisognose di aiuto in qualsiasi forma: lavorativo, economico, morale e sociale (umanitario). Questo non vuol precludere altre richieste, che dovessero pervenire da qualsiasi altra parte del mondo, non escluse le Chiese Particolari e Locali, anche in Italia.

L’Associazione oltre ad operare in proprio, è disponibile alla cooperazione con altre Istituzioni o gruppi, ispirati agli stessi principi, che animano l’Associazione stessa, per portare a compimento progetti concreti.

Come strumenti operativi l’Associazione ricorrerà a tutto ciò che è utile allo scopo:

  1. formazione di persone, capaci di collaborare – là dove opereranno – e di accompagnare e, quindi, di far crescere la persona assistita;
  2. organizzazione di raccolte di generi di prima necessità oppure di denaro ma anche di strumenti, macchine di lavoro e di trasporto.
  3. invio di volontari in loco per lavori gratuiti e/o per organizzare e seguire la distribuzione o la messa in opera di quanto raccolto, o per una più stabile presenza di servizio;
  4. sostegno alle iniziative economiche intraprese nel territorio, anche mediante l’invio di denaro o di beni strumentali, al fine di fornire e costruire impianti, strutture e quant’altro consenta l’avvio e il consolidamento di processi autonomi di sviluppo, con particolare attenzione alla Terra Santa, alle zone di cui sopra, cercando così anche di frenare l’emigrazione dei cristiani.
  5. utilizzazione dei mezzi di comunicazione di massa e quant’altro sia ritenuto utile per sensibilizzare l’opinione pubblica su vari temi, come la fame, il sottosviluppo e la persecuzione, anche nelle forme striscianti.
  6. i risultati economici conseguenti a qualsiasi attività – saranno destinati esclusivamente ed obbligatoriamente al perseguimento di fini di solidarietà.
  7. altre attività, che saranno ritenute utili per il raggiungimento degli scopi.

 

Art. 4 – PATRIMONIO

Il patrimonio è formato da:

  1. patrimonio iniziale conseguente ai versamenti fatti dai soci fondatori;
  2. quote sociali e eventuali contributi volontari degli associati
  3. contributi di enti pubblici ed altre persone fisiche e giuridiche;
  4. eventuali erogazioni, donazioni e lasciti.

 

Art. 5 – ASSOCIATI 

Possono fare parte dell’associazione sia le persone fisiche che quelle giuridiche, che condividono le finalità dell’organizzazione e si impegnano per realizzarle.

Per persone fisiche si intendono i cattolici di indubbia fede e morale e le persone che non rifiutano i principi cattolici di carità, cooperazione e azione nel mondo.

L’ammissione viene deliberata in modo insindacabile ed inappellabile, previa presentazione di una richiesta scritta da parte del richiedente, dal Consiglio Direttivo.

Chi voglia partecipare all’associazione, oltre che con la propria attività, anche attraverso l’esercizio di voto, può optare fra una quota associativa “individuale” o una quota “familiare”, che consente a tutti membri della stessa famiglia di diventare associati con il diritto di esprimere due voti e quindi due familiari.

Il valore della quota associativa “individuale” è fissato dai soci fondatori in euro 30 mentre quella “familiare” in euro 40 annui: queste due forme di partecipazione si definiscono “tessera di adesione”.

Gli associati, che non avranno presentato per iscritto le proprie dimissioni, entro il 30 ottobre di ogni anno, saranno considerati membri dell’associazione anche per l’anno successivo e tenuti al versamento della quota annuale di partecipazione. Il contributo associativo è intrasmissibile

Tra gli associati vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative. E’ espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

Gli associati partecipano all’Assemblea, hanno diritto di voto e di essere liberamente eletti alle cariche sociali.

Hanno diritto di essere informati sull’andamento della gestione associativa e possono consultare la documentazione dell’associazione su semplice richiesta scritta o verbale al Presidente o al Consiglio direttivo.

Il comportamento di ciascun associato verso gli altri aderenti e all’esterno dell’Associazione deve essere improntato all’assoluta correttezza e buona fede.

Ciascun associato, qualunque sia l’incarico ricoperto all’interno dell’Associazione, svolge la propria attività gratuitamente ed ha diritto unicamente al rimborso delle spese effettivamente sostenute a favore dell’Associazione, secondo modalità e limiti stabiliti nel regolamento interno.

 

Art. 6 PERDITA QUALITA’ ASSOCIATO

La qualità di associato si perde per decesso, dimissioni o esclusione. L’associato che contravvenga ai doveri indicati dal presente statuto può essere escluso dall’Associazione con delibera insindacabile ed inappellabile del Consiglio Direttivo, previa richiesta di comunicazione scritta contenente eventuali giustificazioni, da inviarsi al domicilio indicato dall’aderente all’atto dell’iscrizione, almeno trenta giorni prima della delibera di esclusione.

 

Art. 7 ORGANIZZAZIONE

Sono organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea degli associati;
  • il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente e il Vice Presidente del Consiglio Direttivo;
  • il Collegio dei Revisori dei conti, se nominato.
  • il Segretario Generale

 

Art. 8 ASSEMBLEA DEI SOCI

Gli associati formano l’Assemblea.

L’Assemblea è convocata dal Presidente. Per la validità della sua costituzione e delle sue deliberazioni, in prima convocazione, è necessario che siano presenti o rappresentati almeno la metà degli associati e le delibere saranno prese a maggioranza dei voti, comprese le delibere di modifica dello statuto.

In caso di seconda convocazione, l’Assemblea sarà valida, qualunque sia il numero degli associati o dei voti e delibererà sempre a maggioranza semplice, anche per le delibere concernenti le modifiche dello statuto.

L’Assemblea si radunerà almeno due volte all’anno. Spetta all’Assemblea deliberare in merito:

  • all’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo;
  • alla nomina del Consiglio Direttivo;
  • alla nomina del Collegio dei Revisori;
  • all’approvazione e alla modificazione dello statuto; ad ogni altro argomento che il Consiglio Direttivo le intendesse sottoporre.

L’Assemblea è convocata mediante comunicazione scritta, inviata tramite lettera raccomandata, telegramma o strumenti elettronici multimediali con data certa (posta PEC) a ciascun associato, almeno otto giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

Ogni associato può farsi rappresentare da un altro associato.

Tuttavia nessun associato può rappresentare più di altri due associati. Ciascun associato ha diritto ad un voto per sé ed uno per ogni delega (per un massimo quindi di tre voti tra diretti ed indiretti).

 

Art. 9 CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo è composto da cinque membri. Dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili.

Dopo il primo triennio dalla costituzione (6 aprile 2015) il Consiglio Direttivo sarà composto da 7 membri, che verranno scelti secondo le seguenti modalità:

  • un componente sarà nominato dall’Assemblea dei soci dell’associazione, all’interno di un elenco di tre nomi, che verranno indicati dal Vescovo della Diocesi, in cui ha la sede l’Associazione;
  • gli altri componenti saranno nominati direttamente e liberamente dall’Assemblea dei soci tra i soci dellaA.S.C.I..

Il Consiglio Direttivo, eletto dall’Assemblea, eleggerà a sua volta al suo interno, dopo il primo triennio, il Presidente, se dimissionario, e il Vice Presidente. Qualora, durante il mandato, venissero a mancare uno o più membri del Consiglio Direttivo, il Consiglio medesimo coopterà altri membri in sostituzione di quelli mancanti, che dureranno in carica fino alla scadenza di coloro che sostituiscono.

Il primo Presidente del Consiglio Direttivo, nonché ideatore e fondatore della P.A.S.C.I., don Lanfranco Casali sarà a vita e resterà in carica a sua discrezione.

Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione inerenti la gestione dell’Associazione, ad eccezione di quelli che la legge o lo statuto riservano all’Assemblea.

Provvede alla stesura del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo e li sottopone all’approvazione dell’Assemblea.

Determina le quote associative e stabilisce le modalità per il reperimento dei fondi necessari per le spese ordinarie e straordinarie di gestione.

Approva e modifica gli eventuali Regolamenti.

Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza assoluta dei suoi membri; è convocato dal Presidente o dal Vice Presidente o da un terzo dei suoi componenti.

Il Consiglio Direttivo è convocato almeno otto giorni prima della riunione, mediante comunicazione scritta inviata tramite lettera raccomandata, telegramma o strumenti elettronici multimediali con data certa (posta PEC)

Il Consiglio Direttivo è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi componenti; è altresì validamente riunito, indipendentemente dalle modalità della convocazione, quando siano presenti tutti i membri che lo compongono.

 

Art. 10 PRESIDENTE

Il Presidente, e in sua assenza o impedimento, il Vice Presidente, ha la legale rappresentanza dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio e dà esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo.

Il Presidente nomina a sua discrezione il Segretario Generale dell’Associazione, il quale fa parte del Consiglio Direttivo senza diritto di voto; egli ha il compito di attuare le decisioni prese dal Direttivo. Il Segretario dura in carica a discrezione del Presidente.


Art. 11 COLLEGIO DEI REVISORI

Il Collegio dei Revisori è nominato dall’Assemblea degli associati.

È composto da un numero variabile di membri da uno a tre, scelti tra i soci dell’Associazione e/o persone vicine e/o simpatizzanti l’Associazione stessa, che siano esperte in materia contabile.

La funzione del Collegio dei Revisori consiste nel controllo della correttezza della gestione in relazione alle norme di legge e dello statuto. Il Collegio dei Revisori ha altresì il compito di predisporre una relazione annuale, in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo.

 

Art. 12 BILANCIO

L’esercizio si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Entro il 31 marzo il Consiglio Direttivo sottoporrà all’Assemblea il bilancio consuntivo relativo all’anno precedente ed entro il 31 dicembre il bilancio preventivo relativo all’anno successivo.

 

Art. 13 DIVIETO DI DISTRIBUZIONE

Gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività, di cui all’articolo 3. Gli avanzi di gestione, nonché fondi, riserve, o patrimonio non verranno distribuiti tra gli associati, nemmeno in modo indiretto, durante la vita dell’Associazione.

 

Art. 14 SCIOGLIMENTO

Lo scioglimento dell’Associazione dovrà essere deliberato dall’Assemblea dei Soci con il voto favorevole di almeno i due terzi degli associati.

In caso di scioglimento, il patrimonio dell’Associazione sarà devoluto alla Diocesi, dove insisterà la sede legale dell’Associazione e sarà utilizzato dal Vescovo pro tempore per le finalità dell’Associazione stessa.

 

Art. 15 NORMA DI CHIUSURA

Per quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme del codice civile e alle leggi in materia.

Castelfidardo, 26 settembre 2015